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| Perche' Microsoft ha paura e noi no | ||||
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Quando uno e' un monopolista ha paura, essenzialmente di due cose: la prima e' che lo stato lo punisca, condannandolo a qualche forma di penalizzazione, magari condannandolo a chiudere la sua posizione di monopolio, smembrandosi in due o piu'parti oppure che i lauti profitti che guadagna (molte volte sono sovraprofitti, o come si dice dalle mie parti, profitti esagerati) attraggano altri correnti con idee nuove e prodotti competitivi. Microsoft oggi ha entrambe le paure. La giustizia statunitense si sta occupando della posizione dominante di Microsoft perche' essa ne ha abusato, imponendo ai rivenditori di macchine l'installazione assieme al suo sistema operativo di programmi, come il Browser internet explorer, inscindibili dal sistema operativo stesso a danno di altri produttori indipendenti. Microsoft ha avuto ed ha paura, ma denaro a sufficienza per difendersi e tempo a disposizione per riorganizzare il suo business. Se perdera' la sua battaglia noi non avremo paura, perhe' avremo piu' liberta' di scelta. Ma sta anche capitando che Microsoft sia attaccata da un concorrente strano, difficile da combattere che si chiama software open source. Il software open source e' disponibile gratuitamente per esplicito desiderio di chi lo ha scritto, di solito programmatori di grande talento che hanno usato internet per coordinarsi. Oltre al fatto di essere gratuito ha anche altri vantaggi: di solito e' piu' efficiente, ha meno errori di programmazione perche' viene testato da migliaia di utenti che avendo il codice a disposizione lo possono modificare e condividere le migliorie che apportano con gli altri utenti, e' di solito ben documentato e richiede macchine meno potenti e piu' economiche, a parita' di prestazioni, per essere usato. Su di esso si basano il 50% dei server internet http (quelli che vi mandano le pagine per navigare ad esempio) e molte applicazioni di rete. Non essendo promosso da una sola impresa ma da molte, non essendo alimentato da un business solo commerciale, ma anche da molto volontariato, e' piu' difficile da attaccare con le armi tradizionali delle guerre commerciali: i soldi e gli avvocati. E' un nemico che non si difendee nemmeno ti attacca: semplicemente ti sostituisce la dove c'e' qualcuno esperto che vuole avere un pieno controllo di quello che fa. L'atteggiamento di Microsoft in questi hanni e' cambiato molto verso questo tipo di nemico: prima e' stata indifferente, poi ha esaminato bene il tutto nei suoi report strategici interni, oggi oscilla fra tentativi di adottare alcune delle logiche dell'open source (business legato ai servizi e non alla vendita del solo software, gratuita' di alcuni pacchetti) e attacchi pubblici che suonano fuori luogo, come l'ultimo nel quale ha affermato che non essendoci grandi imprese come lei nel settore open source, il settore stesso non e' una garanzia per chi compra (un po' come dire che se non hai un grande magazzino sotto casa non sei sicuro, in futuro, di potere ancora trovare il pane nei negozi). Anche in questo caso noi non dobbiamo avere paura. Maggiore liberta' di scelta e maggiore concorrenza potranno forse non fare scendere i nostri costi (anche installare un server open source ha costi, magari sono costi interni e non di licenze, ma sempre costi sono), ma sicuramente costringono tutti gli attori di un mercato come quello dell'informatica ad essere piu' attenti alle loro mosse, a migliorare sempre, senza sfruttare troppo le loro posizioni dominanti. Ecco perche' noi non abbiamo paura. |
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