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| I prezzi in rete tendono a zero | ||||
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C'e' una cosa che l'informatica e le reti hanno insegnato a molti: che l'informazione non costa, perche' ha un costo di duplicazione uguale, o tendente, a zero. Una volta che si e' prodotta una prima copia di un software, di un giornale elettronico, di un libro o di un pezzo musicale, le copie successive hanno un costo marginale che e' prossimo allo zero. Certo quando si copia un prodotto dell'ingegno, l'autore potrebbe non essere pienamente d'accordo con quanto state facendo: esiste infatti un copyright che di solito e' associato ad una percentuale degli incassi per quell'autore. Le violazioni di questo diritto sono considerate, in molte legislazioni nazionali, alla stregua del furto. Ma contrariamente al tradizionale furto di auto, il furto di byte non e' distruttivo: chi ti ruba la macchina ti lascia a piedi, mentre chi ti ruba (o meglio duplica) un libro ti lascia con un libro. Questo sicuramente non giustifica il furto, ma lo rende piu' difficilmente rintracciabile, soprattutto su Internet, che, non si dovrebbe mai dimenticare, e' nata per condividere informazioni, non per venderle. Le tecnologie della rete stanno vivendo proprio in questi mesi le loro piu' accese battaglie legali. Napster (http://www.napster.com/) ad esempio e' un software che consente di condividere, tramite un database centralizzato, i file musicali che avete sul vostro computer e che magari avete prodotto per il solo piacere di sentirli mentre scrivete. Tramite Napster altri utenti delle rete possono visitarvi e scaricare questi files, senza pagare nulla al cantante e alla sua casa discografica. Inutile dire che principali case discografiche sono scese in campo contro Napster. A ottobre se ne discutera' ancora nei tribunali statunitensi, e non e' detto che Napster perda la battaglia. Un software infatti e' solo uno strumento, l'uso che se ne fa puo' essere legale (distribuire una canzone cantata a gratis dalla redazione di EconERre) o illegale (distribuire una canzone dall'ultimo LP di un cantante di grido). Molto piu' interessante e' un software chiamato Gnutella, che consente la condivisione di files non solo musicali, ma di ogni tipo, e senza un database centralizzato. Potete trovare piu' informazioni su http://www.zdnet.com visto che il sito ufficiale http://www.gnutella.org e' stato chiuso e riporta solo una storiella a cura dell'autore. Ian Clarke racconta che ieri sera era al bar e uno gli ha chiesto da accendere. Ian gli ha venduto una licenza d'uso del suo accendino, con il patto di non potere redistribuire il fuoco ad altri (molto simile alla licenza d'uso del software che usate di solito). Il tipo continua Ian - ha fatto accendere ad altri le loro sigarette con la sua. Dopo un po tutto il bar si stava godendo il MIO fuoco senza pagarmi una lira. Ho cominciato a strappare sigarette a destra e sinistra, ma stranamente, mentre difendevo il mio diritto alla proprieta', il barista mi ha buttato fuori!. Indipendentemente da come la pensate su questa storia e da come finiranno le vicende legali di Napster, sara' bene che sappiate che molte testate giornalistiche on-line negli Stati Uniti stanno chiudendo, o fanno fatica a raggiungere un decente punto di pareggio, nonostante i giornalisti siano pagati poco (potete leggere di piu' su http://www.zdnet.com/intweek/stories/news/0,4164,2620087,00.html). Se il vostro modello di business e' basato sulla vendita delle informazioni, o se pensate di di aprire un newspaper on-line, e' ora di riflettere seriamente. La tecnologia non gioca sempre a vostro favore. |
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