Home ^Up Search    

     
      Perche' abbiamo bisogno di una Terza Generazione di applicazioni di rete.  
     

Ci sono poche (o forse nessuna) delle capacita' tecniche richieste per supportare il lavoro distribuito e la gestione dell'informazione che non siamo capaci di implementare nei nostri sistemi informativi e nelle nostre reti.
Le barriere allo sviluppo e alla reale implementazione dei sistemi non sono piu' associate alla tecnologia stessa, all'abilita' di disegnare strumenti informatici o protocolli adeguati.
Quando dobbiamo tenere conto del fatto che i nostri sistemi di calcolo rappresentano anche ruoli, poteri relativi di azione e di controllo, emergono nuovi aspetti di complessita' e nuovi vincoli.
Prima di potere implementare soluzioni che siano sia efficaci che accettabili ai fornitori di servizi e ai loro clienti, dobbiamo essere capaci di valutare come i comportamenti e le iterazioni dei sistemi proposti si scontrano con le relazioni sociali, i comportamenti commerciali e i vincoli legali dei loro proprietari.
E, mentre mettiamo in relazione strutture tecniche con strutture organizzative, dobbiamo tenere conto che entrambe possono evolvere.
Ci sono stati diversi cambiamenti concettuali nel modo in cui gli informatici articolano sia i problemi che le soluzioni informatiche:
1) ci si e' mossi dalla semplice concezione di sistema distribuito in termini di client e di server a ruoli piu' complessi di intermediazione (ad esempio nei portali);
2) si e' sfumata la differenza fra servizi e infrastrutture di comunicazione, che si sono fuse in una unica disciplina che vede fra disegno dei sistemi e modellazione dei processi un limite non fisso;
3) la tradizionale divisione fra contenuto e struttura dei documenti e' stata rotta dall'evoluzione dei linguaggi di marcatura (in particolare da XML).
Questi cambiamenti concettuali sono stati accettati dalle comunita' tecniche, in particolare da quelle che fanno ricerca e sviluppo, ma non sono stati ancora trasferiti alle comunita' degli utenti. Il processo di trasferimento di nuove idee architetturali dallo sviluppo all'effettivo uso deve ancora passare attraverso il dialogo fra utenti e sviluppatori e deve ancora trasformarsi in nuove funzionalita' dei prodotti.
In passato questo processo di trasferimento e' avvenuto gradualmente, e l'impatto organizzativo e' stato incrementale ed evolutivo. C'e' ragione di credere che il livello di cambiamento richiesto oggi sia superiore, e che i tradizionali metodi di trasferimento non siano piu' adeguati. Il fattore limitante sembre essere la nostra capacita' di cambiamento, non la nostra capacita' di inventare tecnologie.

Top            


Giampaolo Montaletti © 1995-2001
webmaster@montaletti.com